• L“Parola di Vita” – Che cos’è ?

Parola di Vita” ha di per sé lo stesso significato di “Sacra Scrittura” oppure “Parola di Dio”. San Paolo nella Lettera ai Filippesi (2,16) e San Giovanni nella sua Prima Lettera (1,1) chiamano così la Bibbia per sottolineare che ogni parola proveniente da Dio contiene in sé la vita e lo Spirito Santo, “che è Signore e da la vita”, la regala a colui che ascolta fortificandolo e purificandolo. 

Oggi con “Parola di Vita” s’intende anche un metodparticolare, adottato da tanti movimenti cattolici, che aiuta a vivere secondo la Parola di Dio. Nella nostra famiglia spirituale, ci sforziamo ogni giorno di vivere seguendo le indicazioni contenute in piccole frasi scelte da un brano della Sacra Scrittura e per non dimenticarle, le trascriviamo in modo ben leggibile e le mettiamo in un posto che sia il più visibile per tutti noi. 

Avendo nel cuore la Parola di Dio, lo Spirito Santo ci ricolma della luce e della forza necessaria per decidere ed agire in ogni situazione quotidiana così come Gesù avrebbe deciso ed agito. 

  • Come si sceglie la Parola di Vita?

Il sistema migliore è di sceglierla insieme. Nella nostra Famiglia Spirituale, una volta alla settimana, il gruppo s’incontra, medita il Vangelo della domenica seguente e insieme sceglie una piccola parte del brano come “Parola di Vita” che rimane di riferimento fino all’incontro successivo.

  • Perché il metodo della Parola di Vita si basa su estratti da brani biblici molto corti? Non dovremmo conoscere tutta la Sacra Scrittura?

Certamente, dovremmo conoscere ogni capitolo dell’Antico e del Nuovo Testamento e fare in modo che con il tempo tutta la Sacra Scrittura metta radici nel nostro cuore. Ma questo non è certo facile, né tanto meno può essere immediato: è veramente impossibile per chiunque leggere, meditare, e pregare tutta la Bibbia contemporaneamente. Si deve necessariamente cominciare da piccoli brani e lasciare che lo Spirito Santo in essi contenuto faccia il necessario per fissarli nella nostra memoria e nel nostro cuore.
Come per chi cerca l’acqua, e sa per esperienza che ne troverà di più scavando profondamente in alcuni punti piuttosto che superficialmente dappertutto, così è per noi ed è per questo che scegliamo di vivere per un certo periodo (una settimana, un mese) alla luce di un piccolo brano che si può facilmente memorizzare e pian piano lasciar trapiantare nel cuore. In questo modo, sia che viviamo un momento di gioia oppure una particolare difficoltà, sarà facile ricordare istantaneamente la Parola di Vita ed agire di conseguenza con la luce della fede.
È importante inoltre ricordare che ogni Parola di Dio contiene in se la verità tutta intera, così come ogni pezzettino del Pane Eucaristico contiene tutto il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità di Gesù Cristo. Non si tratta quindi di stabilire un totale di parole lette, magari superficialmente – ma di scendere nella profondità del Dio indivisibile che si ritrova interamente in ogni sua parola. Chi vive veramente la Parola di Vita, può dire con San Paolo: “…non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me.” (Ga 2,20)

  • Solo appartenendo ad un gruppo si può vivere la Parola di Vita? Non si può farlo individualmente?

Certamente la Parola di Vita si può vivere anche da soli, specialmente quando non si trovano persone ben disposte ad incontrarsi in un gruppo. In questo caso si può scegliere, chiedendo l’aiuto dello Spirito Santo, un breve estratto da un brano della Sacra Scrittura oppure più semplicemente accettare la proposta data nel calendario liturgico o sul nostro sito.
Quando si è da soli a seguire questo metodo può essere utile prendere degli appunti e fare una verifica durante l’esame di coscienza serale o almeno un riesame, di come si è vissuti in tutto il periodo, alla fine della settimana..
La cosa migliore è comunque poter condividere con qualcuno le nostre esperienze quindi consigliamo a coloro che non possono incontrarsi in un gruppo settimanale, in quanto non esiste nelle loro vicinanze e sembra impossibile al momento realizzarlo, di trovare almeno un’altra persona con lo stesso desiderio con la quale confrontarsi sia pure telefonicamente o per corrispondenza. Si potrà allora fare la scelta e la meditazione anche individualmente ma per poi condividere attraverso lettere, e-mail o al telefono quello che ognuno ha sperimentato. Oppure è possibile anche decidere di utilizzare la stessa Parola di Vita e poter così confrontare le esperienze di ciascuno.
Per un certo periodo di tempo sarebbe bene comunicare ogni giorno, non è necessario scrivere molto o parlare per ore ma è molto importante però che tutto avvenga sistematicamente. Questo perché solo così potremo accorgerci del grande significato che si nasconde dietro questo piccolo impegno, capiremo sperimentandolo che è impossibile sentire il peso della solitudine anche quando si è soli per chi vive l’unità grazie alla Parola di Vita.

  • Può la Parola di Vita avere una forza tale da cambiare la vita di un uomo? Che cosa si deve fare per sperimentarlo?

La Parola di Vita ha una tale forza, perché dentro di essa è presente l’onnipotente Dio con il suo Santo Spirito. L’unico ostacolo che può impedirgli di cambiare la nostra vita è che noi non lo permettiamo. La Parola di Vita ha l’opportunità di agire nella misura in cui è viva in noi la fede, la fiducia, l’abbandono. Essa prende posto in ciascuno di noi per quanto spazio ed accoglienza le lasciamo nel cuore e la mettiamo in pratica.

La nostra vita cambia, ma non come se utilizzassimo una specie di formula magica, dobbiamo lasciare allo Spirito Santo il modo di agire attraverso la Parola di Dio. Soltanto Lui può trasformare qualunque cosa, noi dobbiamo solo permetterglielo. Ogni volta che ci ricordiamo di una Parola di Vita o la riceviamo da una lettura spirituale, un’omelia, o da una meditazione noi riceviamo lo Spirito Santo in essa contenuto e possiamo lasciare che cambi qualcosa in noi. Lui è senz’altro capace di cambiare la nostra vita se noi siamo pronti a collaborare.
Come il pane, che immerso si inzuppa al punto quasi di diventare il latte, così vogliamo “assorbire” la Parola di Dio, lo Spirito Santo, la Sapienza stessa di Dio nella nostra vita e nel nostro cuore. Desideriamo farlo fino al punto tale che, il nostro “pane secco” diventerà squisito, a quel punto la nostra vita si trasformerà e sarà possibile reagire in modo diverso alle varie situazioni di ogni giorno, fare ciò che non avremmo mai potuto fare con le sole nostre forze. 


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ECO DELLA PAROLA

GRAZIE GESÙ

Alcuni giorni fa, il mio papà ha subito un delicato intervento chirurgico, tutto era andato bene fino a quando risvegliandosi dall’anestesia si è sentito male. Mia madre mia sorella ed io, ci siamo preoccupate molto: eravamo sconvolte. Mentre cercavo di ritrovare la calma, ho pensato alle parole che avevamo scelto all’incontro di preghiera: “Rendete a Dio quello che è di Dio” (Mt 22,21). Queste parole le avevo interpretate dicendo: “ Noi ci affanniamo tutto il giorno per tante cose senza mai ringraziare Gesù. Solo quando arrivano seri problemi, ci rendiamo conto che noi da soli non siamo niente ma, dobbiamo tutto a Dio.” Ricordandomi di questo ho affidato papà a Gesù Misericordioso certa che non ci avrebbe abbandonate. Nel mentre, mia sorella mi abbracciava dicendo: “ Perché Gesù fa succedere tutto questo e non ci aiuta?” le risposi che Gesù ci stava già aiutando, infatti l’intervento era andato bene e il malessere era passato senza lasciare conseguenze e noi dovevamo solo aspettare ed aver fiducia nella Misericordia di Dio.                                                                             M.


AMERÒ…

Una sera sono venuti a trovarmi degli amici che non vedevo da tempo e che appartengono ad un’altra religione. Mai con loro avevo intrapreso un discorso riguardante la fede poiché, penso che l’amicizia va oltre ogni credo. Quella sera però, il racconto di un sogno li ha fatti
insorgere. Ho provato a difendermi ma “sembravano” molto più preparati di me a controbattermi. Allora, ho alzato gli occhi e mi è come apparsa la “Parola di vita”: “Amerai…”. A quel punto mi sono detta: “ Sì, io amerò sempre il Signore mio Dio con tutto il mio cuore, con tutta la mia anima e con tutta la mia mente”. La serata è andata avanti ma a quel punto, il mio cuore, la mia anima e la mia mente si erano completamente placati.                     N.

SIGNORE FA’ DI ME UNO STRUMENTO…

In una bella domenica d’estate, mentre mi preparavo come al solito a vivere una giornata dedicata al Signore, inaspettatamente mi telefonò un amico. Mi disse che gli sarebbe piaciuto, vista la bella giornata, andare al mare e siccome era da solo, mi chiese se volevo fargli compagnia. Inizialmente mi sentii molto combattuta nel dare una risposta, non volevo rinunciare al mio programma domenicale visto che, in fondo, pensavo che il Signore stesso sarebbe stato più fiero di me se mi fossi dedicata soltanto a Lui! Improvvisamente però sentii chiaro nel cuore che dovevo essere un strumento della Sua pace e accogliere ciò che in quel momento il Signore mi proponeva attraverso quel mio amico e così andammo al mare. Questo si è ripetuto per varie volte e seguendo sempre questa voce che mi chiedeva di rinunciare ai miei progetti, ogni domenica mi trovavo a trascorrere il tempo al mare con questa persona. Riuscivo comunque sempre a partecipare alla Santa Messa e il mio amico sentendosi in dovere di accompagnarmi veniva con me. La prima volta mi aspettò fuori dalla chiesa, la seconda entrò restando sul fondo, le volte successive cominciò a mostrare sempre più interesse e a pormi delle domande sulla fede a cui fui molto felice di rispondere. Ad un certo punto gli consigliai di parlare con un sacerdote nella confessione per poter tornare ai Sacramenti… e così è successo che lui ha ripreso pian piano il suo rapporto d’Amore con il Signore e anche a me il Signore ha dato una grande gioia di sperimentare la meraviglia della Sua grazia.                                                                                                         F.


HO TROVATO LA PACE

Questa settimana, la Parola che era “Colui che viene a me non lo respingerò”(Gv 6, 37), l’ho vissuta proprio sulla mia pelle. Mi è accaduto di aver commesso una mancanza verso una persona a cui tengo molto. Volevo far finta di nulla, ma ogni volta che entravo in cucina e vedevo quel biglietto con la scritta rossa, provavo disagio: la mia coscienza non mi faceva stare tranquilla e più lo guardavo, più stavo male. Una sera ho deciso: anche se pioveva a dirotto ho preso la macchina, mi sono recata da quella persona e abbiamo parlato. Non era poi così difficile come pensavo, anzi fu molto semplice. Le parole uscivano da sole, ci siamo chiariti ed è passato tutto. Mentre tornavo a casa e ringraziavo il Signore per avermi illuminato, mi sono sentita leggera ed in pace con me stessa e con il mondo intero. A.
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